MEDIATORE IMMOBILIARE//LOCAZIONE TURISTICA

MEDIATORE IMMOBILIARE//LOCAZIONE TURISTICA

Mediatore immobiliare, la natura dell’attività si trasforma con l’aggiunta di servizi alberghieri

Gtres

 

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 21841 del 7 settembre 2018 ha stabilito che se all’attività del mediatore immobiliare tout court si aggiungono prestazioni accessorie di servizi di natura alberghiera o di vario altro genere, tale modus operandi delinea un’attività più complessa e articolata che, in quanto avente natura imprenditoriale in re ipsa, va assoggettata nella sua globalità a un maggior reddito di impresa, pur in mancanza di una organizzazione esterna in forma aziendale e purché venga esercitata per professione abituale ancorché non esclusiva. Vediamo nel dettaglio il caso esaminato.

La Corte di cassazione ha esaminato la vicenda processuale di una società di capitali operante sull’isola di Ponza, la cui attività formale sottoposta a tassazione era quella della mediazione immobiliare, ma a cui gli organi di controllo fiscale hanno contestato un maggior reddito di impresa per omessa contabilizzazione di ricavi in relazione allo svolgimento di fatto e in prevalenza di un’attività di affittacamere e di gestione di case e di appartamenti per vacanza, con fornitura degli annessi servizi accessori riconducibili a prestazioni di servizio di natura alberghiera.

Ma quali sono gli elementi di fatto che possono legittimare gli organi di controllo a effettuare delle contestazioni di natura fiscale e che possono poi condurre l’autorità giudiziaria a ritenere, che l’attività svolta sia di natura imprenditoriale?

Eccoli di seguito:

  • il rinvenimento presso la società di materiali per la pulizia con annesse fatture di acquisto a essa intestate;
  • la disponibilità di svariati immobili a destinazione turistica di breve periodo;
  • la pubblicità dell’offerta in locazione degli immobili su internet tramite un proprio sito o su altri siti specializzati nel settore;
  • la fornitura di servizi accessori, quali le pulizie iniziali e finali e la fornitura di biancheria;
  • la mancata corrispondenza tra il numero degli immobili pubblicizzati e i mandati dei proprietari;
  • la sottoscrizione da parte della società di contratti turistici in nome e per conto dei proprietari;
  • la presenza di operazioni di accredito sui conti correnti dei soggetti coinvolti nell’attività per le quali non vengono fornite le giustificazioni;
  • il servizio di pronto intervento in caso di piccola manutenzione ordinaria presso l’immobile locato;
  • il servizio di accompagnamento all’immobile;
  • il servizio di custodia dei bagagli;
  • la promozione di attività escursionistiche a prezzi convenzionati;
  • il noleggio di biciclette o di altri mezzi di trasporto;
  • l’offerta di una guida turistica o di altro materiale a uso turistico commerciale;
  • l’offerta della prima colazione o di pasti su ordinazione.

La risoluzione 9/1986 dell’Amministrazione finanziaria stabilisce che il requisito della professione abituale con il compimento, sia pur discontinuo, di una serie ripetuta di atti per la produzione e lo scambio di beni e di servizi, ha una rilevanza decisiva ai fini fiscali in quanto funge da elemento distintivo tra le attività commerciali attratte al reddito di impresa ex articolo 51 e seguenti del Dpr 597/1973, e le altre attività occasionali di cui all’articolo 77 dello stesso decreto.