SPESE DI INTERMEDIAZIONE ACQUISTO PRIMA CASA

SPESE DI INTERMEDIAZIONE ACQUISTO PRIMA CASA

Spese intermediazione acquisto prima casa, di cosa si tratta e i casi particolari

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Le spese di intermediazione immobiliare per l’acquisto della prima casa sono detraibili al 19%, per un importo non superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità. Ecco come funziona la detrazione e quali sono i casi particolari.

Le spese di intermediazione immobiliare sostenute per l’acquisto dell’abitazione principale possono essere portate in detrazione. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Si tratta, dunque, della casa presente nei registri anagrafici; altrimenti il contribuente può attestare che dimora abitualmente in luogo diverso, mediante la produzione di un’autocertificazione effettuata ai sensi dell’articolo 47 del DPR n. 445 del 2000.

La detrazione spetta non solo per l’acquisto della proprietà, ma anche per l’acquisto di altri diritti reali (quali, ad esempio, l’usufrutto) a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale. A beneficiare della detrazione è esclusivamente l’acquirente dell’immobile o gli acquirenti se in comproprietà.

Le spese di intermediazione immobiliare sostenute per l’acquisto dell’abitazione principale sono detraibili dall’imposta lorda per un importo pari al 19% del compenso comunque denominato, purché sia riferito all’acquisto dell’unità immobiliare che l’acquirente adibirà ad abitazione principale. L’importo della detrazione non può essere superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità e, se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, calcolata rispettando il limite citato, deve essere ripartita tra i comproprietari in ragione delle percentuali di proprietà.

Nel caso in cui la fattura è intestata a un solo proprietario, ma l’immobile è in comproprietà, al fine di ammettere pro-quota alla detrazione anche il comproprietario che non è indicato nella fattura, bisogna integrare il documento con i dati anagrafici del comproprietario mancante.

Condizione necessaria per la detrazione, inoltre, è che l’importo della spesa sia espressamente indicato nell’atto di cessione dell’immobile. L’art. 35, comma 22, del D.L. 223/2006 dispone che l’atto di cessione dell’immobile deve presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà recante l’indicazione analitica delle modalità di pagamento del corrispettivo e una serie di informazioni legate all’agente.

Esistono poi dei casi particolari. Ad esempio, qualora, a seguito della trattativa, l’acquisto non dovesse andare a buon fine – perché magari non è stato stipulato il contratto definitivo di compravendita – la detrazione non spetta, anche se le provvigioni devono essere ugualmente pagate all’intermediario immobiliare. Se, al verificarsi di questa condizione, il contribuente ha erroneamente usufruito della detrazione dovrà restituirla, assoggettando a tassazione separata l’importo interessato (Circolare 34/2008).

O ancora, le spese sostenute in sede di contratto preliminare di vendita possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi solo a condizione che tale preliminare risulti regolarmente registrato (Risoluzione 26/2009). Se a seguito della registrazione del contratto preliminare, i cui costi sono stati portati in detrazione, il contribuente non giunge alla stipula del contratto definitivo, e quindi non acquista la titolarità dell’abitazione, dovrà assoggettare a tassazione separata l’importo per il quale ha fruito della detrazione.