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MAXIEMENDAMENTO? FATTO

Maxiemendamento alla legge di bilancio 2019, cosa cambia.

Il Natale ha portato l’approvazione al Senato della nuova legge di Bilancio 2019, passata all’esame lo scorso 22 dicembre con un maxiemendamento. Si attende ora la terza lettura della Camera prima del via libera definitivo il 31dicembre. Vediamo i punti principali della manovra

Deficit/Pil al 2,04%

La manovra di Bilancio, che entrerà in vigore a partire da gennaio, è stata ritoccata per finanziare l’abbassamento del rapporto deficit/Pil dal 2,4% inizialmente ipotizzato al 2,04%, in presenza di un Pil stimato al’1%. I finanziamenti stanziati per il reddito di cittadinanza, che sarà oggetto di specifico ddl, ammontano a 7,1 miliardi di euro nel 2019, 8 miliardi nel 2020 e 8,3 nel 2021. La riforma delle pensioni, anche questa oggetto di specifico ddl, richiederà invece circa 4 miliardi nel 2019, 8,3 nel 2020, 8,6 nel 2021.

Fisco

  • Tra le principali misure a tema fiscale abbiamo:
  • Confermata la flaz tax per le partite Iva con aliquota agevolata al 15% per ricavi e compensi fino a 65 mila euro. L’aliquota al 15% sarà applicabile anche agli insegnanti che impartiscono lezioni private.
  • Dal 2020, introdotta una nuova imposta sostitutiva per fatturati fino a 100mila euro con una tassazione ordinaria del 20%.
  • Introdotto anche il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali: sanabili le cartelle dal 2000 al 2017 con aliquote fiscali agevolate che cambiano in base all’ISEE.
  • Arriva anche la web tax, un’imposta del 3% che si applica alle imprese digitali che fatturino almeno 750 milioni di euro, di cui 5,5 milioni nel territorio italiano.
  • Dal 1 gennaio 2019 parte l’obbligo della fattura elettronica, per i primi sei mesi non sono previste sanzioni.
  • Prorogata la riduzione del canone Rai a 90 euro.
  • Tassa dell’1,5% sul money transfer, per i trasferimenti di denaro verso paesi fuori dell’Unione Europea.
  • Nel 2019 ci sarà solo in Liguria un aumento delle accise sulla benzina di 5 centesimo per litro.

Incentivi

  • Per l’acquisto di auto ecologiche, in particolare elettriche, è previsto un contributo da 1500 a 6mila euro. Introdotta invece l’ecotassa, una imposta che partirà nel marzo 2019 e durerà fino al 2021 per chi acquista auto ad alte emissioni.
  • Prorogato l’Ecobonusper le ristrutturazioni al 50%, quello per l’efficienza energetica aumenta al 65%. Confermate per il 2019 anche le detrazioni per l’acquisto di elettrodomestici e apparecchiature ad alta classe energetica e lo sgravio al 36% per i giardini (Bonus verde).
  • Per le imprese, prorogato l’iperammortamento per gli investimenti in beni e software 4.0. Cambiano però le aliquote. Prorogato anche il credito d’imposta sulla formazione 4.0. Introdotto il voucher manager digitalizzazione per servizi di consulenza sulla trasformazione dell’azienda in chiave 4.0.
  • Ridotto invece il credito d’imposta per spese di ricerca e sviluppo, con l’abbassamento della quota agevolabile dal 50 al 25% e dell’importo massimo, da 20 a 10 milioni per impresa.

Famiglia

  • Maggiore  flessibilità per la maternità, fruibile anche per cinque mesi dopo la nascita del bambino, con cinque giorni di congedo obbligatorio per i papà, che possono poi aggiungerne uno in sostituzione della madre.
  • Bonus bebè prorogato con un aumento del 20% su ogni figlio successivo al primo.
  • Concessione gratuita per 20 anni di terreni alle famiglie in cui nasca il terzo figlio e mutuo a tasso zero fino a 200 mila euro per chi acquisti la prima casa in vicinanza di tali terreni.
  • Raddoppia la detrazione, da 400 a 800 euro, per i figli con disabilità.

Iva

Nessun aumento dell’Iva per il 2019 ma aumento dei parametri della clausola di salvaguardia (che non scatterà necessariamente): dal 2020 l’IVA ridotta che passerebbe dal 10 al 13% e quella ordinaria al 25,2%, per poi salire ulteriormente al 26,5%.

Pensioni

  • Quota 100  non è presente nel testo, poiché sarà previsto uno specifico ddl, ma sono inseriti i fondi a disposizione: inizialmente 6,7 miliardi, diventati poi 3,9 miliardi.
  • Prorogata Opzione Donna, la misura che consente alle lavoratrici di andare in pensione a 57/58 anni d’età e 35 anni di contributi.
  • La rivalutazione delle pensioni al costo della vita rimane invariata per i trattamenti pensionistici fino a tre volte il minimo, mentre per le altre pensioni le aliquote di calcolo si riducono. Si risparmiano così 2,2 miliardi.
  • Tagli fino al 40% per le pensioni d’oro oltre i 100 mila euro lordi annui con cinque aliquote previste.

EREDITA’ COSA FARE

Casa in eredità: ecco le norme fiscali da conoscere

 
Risparmiare sulle tasse per la seconda casa
 

Mantenere un immobile di proprietà si rivela per molti un impegno economico non trascurabile: tra bollette, spese per la casa e magari le rate di un mutuo il budget che deve essere calcolato per questo fine si fa sempre più consistente. Circostanza che si fa ancora più impegnativa nel caso di seconde case o immobili ricevuti in eredità. Bonus fiscali, tasse e normative si rivelano fattori cruciali in questo particolare tipo di situazione.

Casa in eredità e bonus: cosa fare?

Al momento in cui si ottiene un immobile in eredità la prima cosa da chiarire è la propria situazione: si è già intestatari di un’abitazione oppure quella concessa diventerebbe la prima?  Se l’abitazione in questione risultasse essere una prima casa l’erede avrebbe un maggior margine di risparmio sulle spese. In questo caso, infatti, potrà beneficiare del bonus prima casa che permette di pagare un’imposta catastale e ipotecaria ridotta. Per ottenere questa agevolazione il richiedente che è proprietario di un immobile già acquistato con il bonus prima casa può decidere di venderlo o donarlo entro un anno dall’apertura della successione.

Ereditare una seconda casa

Se stiamo parlando di una seconda casa le strade che l’erede può perseguire sono diverse: non potrà usufruire del bonus prima casa se l’immobile di proprietà è stato acquistato da meno di cinque anni, anche vendendolo o donandolo. Se invece si possiede un immobile da oltre cinque anni questo può essere donato a un figlio, a una moglie se in regime di divisione dei beni oppure venduto. Nel caso in cui l’erede sia in possesso di una casa acquistata senza l’agevolazione del bonus prima casa nello stesso comune della seconda casa, può venderlo, donarlo o trasformarlo in ufficio, facendo così diventare l’abitazione ricevuta una prima casa.

di Francesca Lauritano