CONTI CORRENTI DORMIENTI

CONTI CORRENTI DORMIENTI

        Conti correnti dormienti, con novembre arriva la scadenza

Ci siamo. Con il mese di novembre scadono i termini per recuperare  i conti dormienti. Come comunicato lo scorso agosto dal Ministero dell’Economia, la deadline arriva dieci anni dopo l’istituzione del Fondo in cui sono confluiti conti correnti, libretti bancari e postali inutilizzati per almeno 20 anni.

Con il mese di novembre i risparmiatori dovranno dire addio a depositi di denaro, libretti di risparmio (bancari e postali), conti correnti bancari e postali nonché ad azioni, obbligazioni, certificati di deposito, fondi d’investimento e assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione.

Ad essere coinvolte sono le somme inutilizzate relative a strumenti di natura bancaria e finanziaria, di importo non inferiore a 100 euro, non più movimentati dal titolare del rapporto o da suoi delegati per un tempo ininterrotto di 10 anni decorrenti dalla data di libera disponibilità delle somme. Di fatto, si tratta di denaro che non è stato mai movimentato per 20 anni, in quanto il termine di prescrizione si applica trascorsi 10 anni da quando le somme, precedentemente non movimentate per altri 10 anni, sono state trasferite al Fondo, fatta eccezione per gli assegni circolari che hanno termini diversi di prescrizione.

Conti correnti dormienti, la verifica tramite la Consap e le domande di rimborso

Per verificare l’esistenza di conti correnti dormienti intestati a proprio nome o a nome di familiari di cui possano risultare eredi è possibile effettuare una verifica consultando la banca dati dei rapporti dormienti tramite la Consap Spa. Eventualmente, le domande di rimborso possono essere presentate a Consap Spa per via telematica tramite Portale Unico oppure a mezzo Raccomandata a/r o Raccomandata a mano presso la sede della società.

Franco Fiorenzato

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