Archivia Luglio 2018

ESTINZIONE ANTICIPATA DEL MUTUO

Rimborso del mutuo: ammortamento ed estinzione anticipata

mutuo casa

 

La restituzione del finanziamento preso in prestito con un mutuo, o estinzione, avviene secondo un piano di ammortamento concordato al momento della firma del contratto, che serve a determinare la quota di capitale e di interesse da rimborsare alla banca. In particolare è importante la quota di interesse perché su di essa viene calcolata la percentuale detraibile al momento della dichiarazione dei redditi.

Piano di ammortamento alla francese

Solitamente il piano di ammortamento che si utilizza per il rimborso dei mutui è quello detto alla francese, in cui la quota di interessi va scemando via via che il periodo si avvicina alla fine. In ogni caso, se il mutuo è a tasso fisso la rata resta invariata, mentre se si tratta di un contratto a tasso variabile le oscillazioni dei tassi incideranno sul piano di restituzione.

Mutui per tipologie di ammortamento

Si può rimborsare il mutuo a rate mensili, trimestrali o semestrali, secondo piani di ammortamento previsti dalle banche, in particolare:

Rimborso con preammortamento: in un periodo iniziale il mutuatario paga solo gli interessi e si tratta di rate particolarmente basse. Successivamente l’importo si alza, aggiungendo il rimborso della quota capitale.

Rimborso con ammortamento iniziale: all’inizio l’ammortamento è calcolato su una sola parte del capitale, per arrivare ad una maxi rata finale che comprenda il capitale residuo.

Rimborso del capitale a discrezione del mutuatario: le rate sono composte dalla sola quota interessi, con la restituzione del capitale che avviene a scadenze libere, concordate con la banca.

Estinzione anticipata del mutuo

Può accadere che il mutuatario si trovi nelle condizioni di poter rimborsare il mutuo in tutto o in parte prima del tempo, avendo a disposizione la liquidità necessaria. Prima del febbraio 2007, l’estinzione anticipata del mutuo comportava il pagamento di una penale che risarcisse in qualche modo le banche della perdita degli interessi dovuta al minore periodo di ammortamento. Con l’entrata in vigore della legge Bersani nessuna penale è più dovuta per i finanziamenti stipulati dal febbraio 2007. Per i mutui stipulati prima di aprile 2007 sono previste penali ridotte e un tetto massimo per le stesse. Per tutti i tipi di rimborso anticipato sarà necessario sostenere spese amministrative.

Estinzione anticipata del mutuo: come fare

Per l’estinzione del mutuo occorre inviare alla propria banca una raccomandata con  ricevuta di ritorno in cui comunicare l’intenzione di estinguere il debito in anticipo. Occorre poi allegare una copia del documento di identità e del codice fiscale. Se il mutuo risale a prima di aprile 2007 occorre presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che renda chiari i requisiti per chiedere la riduzione delle penali, come da legge Bersani.

Estinzione anticipata del mutuo: quando conviene

Quando conviene estinguere anticipatamente il mutuo? In presenza di mutuo con ammortamento alla francese  e in assenza di penali, è più conveniente estinguere il mutuo il prima possibile, all’inizio del periodo di ammortamento, quando la quota di interessi è ancora alta rispetto al totale della rata. A meno che non si valuti che la liquidità destinata al rimborso anticipato del mutuo possa essere utilizzata diversamente e in modo più redditizio.

MUTUI CASA ADDIO AL QUANTITAVE EASING

Mutui casa: dal 2019 addio al quantitative easing

 
Dal 2019 stop al quantitative easing

Solamente qualche giorno fa la Banca Centrale Europea ha reso noto che l’ormai famosa politica d’espansione, più comunemente conosciuta come quantitative easing, non proseguirà nel 2019.
Si prospettano dunque interessanti novità per la vendita e l’acquisto degli immobili nel nostro Paese, ma anche per l’intero mercato immobiliare più in generale: se infatti il QE fino a questo momento ha facilitato gli istituti di credito rendendoli più propensi ad erogare denaro, secondo gli esperti la sua fine non comporterà, almeno in un primo momento, un’interruzione di questo andamento.

Sul mercato i mutui sono sempre più convenienti

Secondo un recente articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore, che ha preso in esame le diverse offerte di mutuo casa attualmente disponibili, non si avverte un’inversione di rotta e anzi, i tassi sembrano essere ancora in calo con i migliori fissi all’1,4% e i variabili allo 0,5%.
Nonostante infatti sia ormai ufficiale la notizia che il piano espansivo della BCE vedrà una sua conclusione a breve, questo non ha portato almeno per ora le banche a modificare i loro tassi, che si mantengono comunque ai minimi storici. Ciò può stare a significare che i mutui, oggi, vengono visti come una sorta di “prodotti di attrattiva” capaci di allargare il giro di clientela al quale poi sarà possibile offrire altre soluzioni, ma può indicare anche che gli istituti hanno già messo a punto dei piani precisi per il futuro. A prescindere da questo, stando al parere degli esperti, si verificheranno delle condizioni vantaggiose per i mutuatari che, a causa di una concomitanza di fattori, nonostante la fine del QE, data l’attuale politica monetaria non vedranno aumentare le somme necessarie per acquistare un immobile a fronte della richiesta di un mutuo casa.

di Francesca Lauritano

BITCOIN PRIMA CASA ACQUISTATA CON CRIPTOVALUTA

Compravendita immobiliare in bitcoin, l’atto notarile della prima casa acquistata in Italia

Gtres

 

Una compravendita immobiliare in bitcoin, con tanto di atto notarile in piena regola. Quello che fino a poco tempo fa, almeno in Italia, sembrava fantascienza è già realtà. Anzi, storia. Perché a Torino, lo scorso gennaio, una giovane cinese ha acquistato un immobile in centro pagandolo in criptovaluta.

Un caso unico nel nostro Paese che però potrebbe fare scuola. Anche perché, all’estero, i passaggi di proprietà di immobili con pagamenti in criptovaluta sono già stati sperimentati. A dicembre del 2017, ad esempio, due sviluppatori inglesi avevano venduto due case per l’equivalente in Bitcoin di 945.000 sterline (822.318,00 euro).

 

L’atto notarile in bitcoin

Questa compravendita, per molti versi, è da definirsi rivoluzionaria. Eppure, la procedura non sembra discostarsi molto da quella “classica”.

Il documento originale dell'atto notarile / Studio Morone
Il documento originale dell’atto notarile / Studio Morone

L’atto notarile, infatti, è stato registrato dal notaio torinese Remo Morone, che ha raccontato a idealista news come si è svolta la compravendita in ogni sua fase, soffermandosi anche sugli aspetti più strettamente tecnici e sui possibili scenari futuribili per operazioni di questo genere.

Come e da chi è stato contattato?

Mi ha telefonato qualche tempo prima dell’atto un’amica avvocato con la quale avevo parlato da poco della mia curiosità in materia di criptovaluta. Lei era stata a sua volta contattata dalle parti che avevano avuto difficoltà ed erano in dubbio sulla percorribilità di una strada così innovativa.

Come si è svolta la compravendita?

Dal punto di vista concreto, si è realizzata presso il mio studio, alla presenza di venditore e compratrice, quasi come tutte le altre “normali” compravendite immobiliari.

Cosa cambia rispetto alla procedura “normale”, con una transazione in moneta “reale”?

Si sono dovuti affrontare alcuni temi per certi versi “inesplorati” come:

impostare correttamente l’atto: non è chiaro infatti se sia una vendita verso una valuta in un certo qual modo “estera” oppure uno scambio di un immobile verso un bene; la tassazione nei due casi è anche diversa

definire come possa essere correttamente e legalmente “tracciata” la transazione, con l’indicazione dell’hash delle chiavi pubbliche dei compratori, della TxId e del blocco sulla blockchain in cui è stata inclusa

– chiarire che l’uso della criptovaluta non costituisce violazione del divieto di transazioni “in contanti” oltre un certo valore

– verificare l’eventuale opportunità della segnalazione antiriciclaggio di operazione sospetta

– definire infine, ed è stata la cosa più interessante, come possa essere garantita l’effettiva disponibilità dell’importo al venditore e la sicurezza del pagamento usando la blockchain.

Quali scenari e che prospettive possono aprirsi in riferimento a questo tema?

Per le criptovalute immagino diversi scenari possibili: potrebbe trattarsi di una bolla dei tulipani, come nell’Olanda del Seicento, o potrebbero essere il bene rifugio della generazione dei millennials. Infine, potrebbero imporsi come valute universalmente accettate con l’importante redistribuzione di ricchezza che ne consegue. In quest’ultimo caso non mi è chiaro se il bitcoin sarà l’unica misura di valore oppure ci sarà una concorrenza di diverse valute, come è oggi per le valute tradizionali.

E per quanto riguarda il mercato immobiliare?

Per le transazioni immobiliari credo si tratti di una situazione non certo destinata ad esplodere, almeno in Italia. Ad oggi, salvo casi particolari, è molto più comodo convertire la criptovaluta in valuta tradizionale e procedere poi ad una normale compravendita. Altrettanto direi per l’uso dei token per l’evoluzione delle transazioni immobiliari: si tratta per il momento di un’ottima soluzione ad un problema che non c’è, di nuovo, almeno in Italia, dove i pubblici registri sono in linea di principio efficienti e trasparenti, anche se centralizzati.

Sa se si sono registrati altri casi di compravendite immobiliari con bitcoin, in Italia, dopo quello che l’ha riguardata?

Sono stato contattato da molti colleghi. In verità, però, le circostanze che rendono opportuno stipulare direttamente in criptovaluta sono, per il momento, come dicevo, piuttosto eccezionali. Credo potrebbe esserci magari qualche spazio nel diritto societario, con il conferimento in società, che potrebbe risultare conveniente per varie ragioni, anche fiscali. Ma la normativa, allo stato attuale, è ancora poco chiara.

In Italia siamo più avanti o più indietro rispetto agli altri Paesi in tema di compravendite in bitcoin?

Decisamente più indietro. Siamo un paese tradizionale che, paradossalmente, sotto questo profilo, rischia di rimanere schiacciato tra le economie in via di sviluppo e le nazioni culturalmente tecnofile e avanzate, le prime che potrebbero abbracciare le nuove tecnologie per fuggire alla corruzione e soprattutto all’inflazione.

Quali sono le nazioni più “avanzata” sotto questo profilo?

Molti paesi sviluppati già oggi hanno compreso e mettono in pratica le opportunità della nuova tecnologia. Basti pensare alla Svizzera, dove si possono serenamente comprare in bitcoin i biglietti del treno e, addirittura, le macchinette in stazione possono servire come bancomat di criptovaluta.

 

FOTOGRAFIA

COME FOTOGRAFARE UNA CASA IN VENDITA PER SUSCITARE L’INTERESSE DEL COMPRATORE

  

Gli annunci immobiliari devono essere accompagnati da fotografie capaci di trasmettere la personalità e l’anima che ogni immobile possiede. I nostri collaboratori ci forniscono alcuni consigli utili su come realizzare le immagini perfette e su come utilizzarle per catturare l’interesse del potenziale compratore.

Spesso negli annunci di case in vendita o locazione la confusione regna sovrana. Le informazioni che vengono proposte agli utenti sono molto spesso confuse e coadiuvate da immagini scadenti, proposte senza cura e senza alcuna attenzione.

Il prodotto casa viene raramente pubblicizzato al meglio delle sue potenzialità e questo pone il futuro acquirente nella condizione di dover faticosamente cercare di immaginarsi i suoi punti di forza che spesso comunque, non è in grado di cogliere.

Ogni casa, invece, possiede un’anima, una storia, una sua particolare personalità. Su di lei si possono cogliere mille sfaccettature e sensazioni, sentirne l’atmosfera e il calore. Ed è proprio grazie all’intervento di un home stager professionista che la casa viene preparata per il mercato immobiliare e ne vengono esaltati i suoi punti di forza, facendo emergere tutte quelle emozioni che può trasmettere, non essendo solo un insieme di vani e metri quadri.

Ma come si può comunicare tutto questo al di fuori delle mura della casa? Come possiamo invitare l’acquirente ideale a visitarla di persona? Come possiamo suscitare in lui l’interesse e la curiosità? Attraverso un grande strumento di comunicazione che è la fotografia, che ha il compito di immortalare le emozioni che vivono in una casa e di regalarle agli occhi di chi guarda. Eh si, è proprio così: la fotografia ci fa provare sensazioni, emozioni attraverso la sua potenza e la sua bellezza, fatta di tecnica, regole, impostazioni. Un gioco di luci, ombre, contrasti e colori, uniti perfettamente in ogni singolo scatto, costruito, studiato, pensato in ogni dettaglio.

Immagini curate trasmettono serenità, equilibrio, armonia, stabilità. La luce che esce da una foto diventa lo strumento per entrare nell’anima delle persone e le singole inquadrature ed il “report fotografico” si pongono coma guida per chi vuole sentirsi già in casa, visitandola virtualmente, immaginandosela con chiarezza già dalle immagini proposte sul web. Perché un’immagine non è composta solo da dati tecnici ma è un invito ad entrare nella nostra nuova casa, ad esserci, a viverne spazi ed emozioni.
trucchi per fotografare interni

Per ottenere una buona fotografia d’interni serve dotarsi di attrezzature specifiche, a patire da una macchina fotografica reflex o mirorless con un obiettivo grand’angolare (10/20 mm) ed uno adatto alla fotografia del dettaglio (50-80 mm con un’ampia apertura del diaframma). Servono anche un buon cavalletto, la bolla e per concludere un ottimo programma di post produzione (come lightroom o photoshop) per elaborare e correggere le fotografie dopo lo scatto originale.

Inquadrature dalle linee diritte, angolature che rendano correttamente l’idea degli spazi, equilibrio dell’esposizione tra gli interni e gli esterni, il tutto per avere un’immagine armoniosa che catturi l’attenzione e l’emozione del cliente.

Ma ancor prima dello scatto, è importante preparare la casa, partendo dalle piccole cose: tapparelle sempre alzate, luci accese, ambienti ordinati e “spersonalizzati”, cioè privi di qualsiasi effetto personale dell’eventuale proprietario.

Un lavoro che deve essere fatto in sinergia e collaborazione tra proprietario, home stager, fotografo e agente immobiliare, affinché il risultato sia ottimale e il prodotto casa venga posto sul mercato nella sua veste migliore, così da ottenere una vendita rapida ed alle migliori condizioni.
Fonte: esperienze personali.

LOTTA AGLI ABUSIVI

Inasprite le sanzioni penali contro gli abusivi.

Lo scorso 31 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo della legge 11gennaio 2018 n. 3. Si tratta della cosiddetta legge Lorenzin, promulgata “per il rotto della cuffia” a fine legislatura, dopo lunghissimo – quasi 1400 giorni – iter parlamentare. L’iter legislativo della nuova normativa è sempre stato seguito e supportato politicamente da FIMAA, sia attraverso l’operato della Consulta Interassociativa che nel contesto della Confcommercio Nazionale, in quanto il disegno di legge in discussione ed ora approvato, prevedeva inasprimenti di pena per chi viene colto ad esercitare abusivamente una professione. La legge, che entrerà in vigore il 15 febbraio p.v., partendo dalla riformadegli ordini professionali della sanità, contiene norme volte a contrastare qualsiasiforma di abusivismo ad ampio raggio, anche esplicitamente riferite all’attività di agente immobiliare. Vediamo i dettagli ed i riflessi interessanti per la nostra categoria.

Giova ricordare che la legge 39/89 da sempre prevede sanzioni contro i mediatori abusivi; in primo luogo, una sanzione amministrativa (stabilita a decorrere dal 1 gennaio 2007 in un importo tra euro 7.500 ed euro 15.000), oltre all’obbligo di dover restituire le provvigioni percepite. La legge, nel testo originario ora modificato, prevedeva che l’abusivo, che fosse stato sanzionato per tre volte in via amministrativa, solo alla quarta volta dovesse subire le pene previste dall’articolo348 del codice penale. Tale disposizione di legge era stata più volte criticata dalla nostra Federazione, (FIMAA), in quanto rendeva estremamente rara l’applicazione della sanzione penale, che aveva quindi scarso effetto deterrente, non essendo ovviamente frequente che un soggetto venisse assoggettato per ben tre volte a sanzione amministrativa.

Ora, le novità interessanti per la nostra categoria, conseguenti alla legge che sarà invigore dalla prossima settimana, sono sostanzialmente due.

In primo luogo, le pene previste dall’articolo 348 c.p. sono state molto inasprite. Il nuovo testo dispone che chi è penalmente reo di esercizio abusivo di una professione è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 € 50.000, con varie sanzioni accessorie, quali pubblicazione della sentenza, confisca, trasmissione della sentenza agli ordini e registri competenti, pene più gravi per chi determini altri acommettere il reato o ne ha diretto l’attività (prima, reclusione fino a sei mesi o multa da euro 103 a euro 516). Pubblichiamo in nota il testo integrale del nuovo articolo 348 c.p.

La legge 3/18 ha poi modificato il secondo comma dell’art. 8 della legge 39/89 in tema di mediazione, disponendo che siano sottoposti alla sanzione penale di cui all’articolo 348 c.p. coloro che vengano scoperti una seconda volta ad esercitare l’attività di mediazione abusivamente, dopo essere stati la prima volta sanzionati solo in via amministrativa. Per completezza riportiamo in nota anche il nuovo testo dell’art. 8 legge 39/89. Valutiamo ovviamente in modo molto positivo le nuove disposizioni di legge, che possono costituire un deterrente molto più efficace rispetto alle attuali contro l’abusivismo. Dal 15 febbraio tutti coloro che abbiano subito anche una sola volta la sanzione amministrativa conseguente all’esercizio abusivo dell’attività, rischiano in caso di recidiva nell’attività abusiva le nuove sanzioni penali, ben più pesanti, anche sul piano patrimoniale.

“c.p. art. 348. Esercizio abusivo di una professione. Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.”

La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.

Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo L 03/02/1989, n. 39 Art. 8.

  1. Chiunque esercita l’attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo è punito conla sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa fra euro 7.500 eeuro 15.000 ed è tenuto alla restituzione alle parti contraenti delle provvigioni percepite. Per l’accertamento dell’infrazione, perla contestazione della medesima e per la riscossione delle somme dovute si applicano le disposizioni di cui alla legge 24novembre 1981, n. 689.
  2. A coloro che siano già incorsi nella sanzione di cui al comma 1, anche se vi sia stato pagamento con effetto liberatorio, si applicano le pene previste dall’art. 348 del codice penale, nonché l’art. 2231 del codice civile.
  1. La condanna importa la pubblicazione della sentenza nelle forme di legge.

 

SGRAVIO AGENZIA DELLE ENTRATE come funziona

Sgravio Agenzia delle Entrate-Riscossione, come funziona

 

Nel caso in cui si ritenga che la richiesta di pagamento contenuta nella cartella o nell’avviso inviato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (fino al 30 giugno 2017 Equitalia) non sia dovuta, è possibile chiederne l’annullamento direttamente all’ente creditore, al giudice oppure si può inviare una richiesta di sospensione della cartella che farà da tramite con l’ente creditore interessato per l’annullamento.

Richiesta annullamento all’ente creditore

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha il compito di riscuotere, ma la richiesta di pagamento vera e propria arriva dagli enti pubblici creditori, di conseguenza l’annullamento – il cosiddetto “sgravio” – deve essere richiesto direttamente all’ente creditore a cui è riferito il tributo.

La richiesta da rivolgere all’ente si chiama “autotutela”. Con l’autotutela si chiede all’ente di correggere il proprio errore. Se l’ente annullerà in tutto o in parte il debito, invierà all’Agenzia delle Entrate-Riscossione lo “sgravio”, cioè l’ordine di annullare il debito. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione in questo modo cancellerà quel tributo dalla cartella. Se invece l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non riceve dall’ente lo sgravio è obbligata per legge a procedere con la riscossione.

Non c’è un termine per presentare la domanda, ma è consigliabile agire tempestivamente. Inoltre, in alcuni casi specifici previsti dalla legge, è possibile anche chiedere direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la sospensione della cartella e attendere l’esito delle verifiche dell’ente creditore.

Richiesta annullamento con ricorso al giudice

Per chiedere di annullare in tutto o in parte il debito presente nella cartella, è possibile fare ricorso all’autorità giudiziaria competente. Nel caso in cui il giudice dovesse accogliere il ricorso, l’ente dovrà annullare il debito.

DETRAZIONI FISCALI

Pavimenti nuovi, le spese detraibili

pavimento

Rifare i pavimenti può dare diritto a detrazioni fiscali. Lo spiega l’Agenzia delle Entrate: il pavimento rientra tra le “strutture opache orizzontali” che favoriscono l’isolamento termico degli edifici e di conseguenza il loro risparmio energetico. Quindi rientrano a tutti gli effetti tra gli interventi che possono beneficiare dell’Ecobonus.

In particolare deve trattarsi di pavimenti che danno su locali non riscaldati, o verso l’esterno (tra cui i pavimenti contro terra); la posa del pavimento deve poi avvenire su un edificio già esistente, non su un suo ampliamento. Devono poi rispettare i requisiti di trasmittanza termica e altri adempimenti a carico del contribuente per poter portare le spese in detrazione.

Quali spese si possono detrarre

Le spese detraibili sono quelle per la fornitura e la messa in opera del materiale coibente e ordinario, la demolizione della struttura preesistente e la sua ricostruzione, le opere funzionali alla realizzazione dell’intervento e le spese per le prestazioni professionali, compresa la redazione dell’APE. I pavimenti anche non contro terra possono fruire della detrazione del 50% quando sono installati su parti comuni di un condominio, mentre possono rientrare nel Bonus ristrutturazioni quando fanno parte di un più generale piano di riqualificazione di una abitazione privata.

Ecobonus: tutte le detrazioni

L’Ecobonus, lo ricordiamo, consiste nella detrazione al 65% dall’Irpef o dall’Ires per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2018 concessa per gli interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici già esistenti, in particolare se tali interventi:

  • Riducono il fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • Servono al miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, finestre, comprensive di infissi e, appunto, pavimenti)
  • Migliorano l’approvvigionamento di energia (pannelli solari)
  • Sostituiscono gli impianti di climatizzazione invernale.

La detrazione è, invece, del 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2018 per:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto
  • acquisto e messa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

Le detrazioni si applicano anche ai condomini, alle zone sismiche, alle case popolari.

PIGNORAMENTO IMMOBILIARE

Pignoramento immobiliare

Gtres

Cosa si sa del pignoramento immobiliare? Quali sono le convinzioni più diffuse? E di queste, quali sono giuste e quali errate? Con l’obiettivo di fare chiarezza e fornire maggiori informazioni.

  1. Se c’è l’ipoteca della banca posso stare tranquillo, nessuno mi pignora la casa: Falso. L’ipoteca non protegge la casa dai creditori perché è solo una garanzia per la banca che ha prestato i soldi. L’ipoteca è un diritto reale su un bene, in questo caso la casa, e dà grado di soddisfazione a chi ne è in possesso nel caso di una procedura esecutiva: una vendita, ecc. Se altri creditori possono essere frenati dal procedere, il condominio ha tutta la convenienza nel pignorarti la casa perché, anche se non prende soldi dalla procedura, va a sostituire l’attuale proprietà dell’immobile con una nuova, che inizierà a pagare le spese condominiali.
  2. Non possono pignorare la prima casa, non è legale: Falso. E’ proprio la legge che permette a un creditore di poter recuperare i propri soldi aggredendo i beni immobiliari. La banca può pignorare la prima casa se il mutuo non viene pagato. E’ un suo diritto per via del contratto che avete firmato. Nel “capitolato”, cioè quella serie di fogli che si trovano alla fine dell’atto di mutuo, c’è una sezione chiamata “Decadenza del benficio del termine e risoluzione del contratto per inadempimento”. Si tratta di tutte le condizioni che permettono alla banca di revocare il mutuo. Anche la sezione “Condizioni risolutive del contratto” inserisce le clausole di scioglimento del contratto.
  3. Non possono buttarmi fuori casa, ho dei bambini, sono invalido, ecc: Falso. La vendita della casa all’asta fa passare la proprietà da te a un altro individuo. E’ quindi un esproprio, non uno sfratto. La convinzione che si può rimanere in casa con bambini piccoli nasce dalla confusione di ciò che si legge online o ascoltando le parole di amici o professionisti non competenti in materia. Come sempre lasciamo che sia la legge a parlare. La mancata liberazione dei locali entro il termine indicato consente, a questo punto, all’aggiudicatario (nuovo proprietario) di notificare attraverso l’ufficiale giudiziario un avviso con il quale viene comunicato al debitore il giorno e l’ora in cui dovrà lasciare l’immobile. Nel giorno e nell’ora indicati nell’avviso, l’ufficiale giudiziario si recherà pertanto presso l’immobile e potrà procedere alla liberazione dei locali, se ancora occupati dal debitore il quale dovrà pertanto abbandonare in quella data l’abitazione. Per svolgere tali operazioni, l’ufficiale giudiziario può inoltre servirsi della forza pubblica nel caso in cui il debitore opponga resistenza a sgomberare l’immobile. E’ altresì opportuno sottolineare che il debitore che occupa un immobile, in presenza di una esplicita richiesta di lasciare l’abitazione comunicata dall’aggiudicatario (nuovo proprietario), può incorrere in conseguenze sotto il profilo penale, perché può essergli contestato il reato di violazione di domicilio.
  4. I debiti si estinguono dopo che la casa viene venduta all’asta: Falso. Dati i continui ribassi di prezzo tra un’asta e l’altra, se l’importo del debito è superiore al prezzo raccolto dalla vendita all’asta, il debitore deve corrispondere la differenza in altro modo. Da considerare che il numero delle aggiudicazioni di immobili all’asta che hanno portato all’estinzione della procedura nel 2016 è di 36.858, cioè il 14% delle 267.323 case messe all’asta quell’anno.
  5. Per chiudere un mutuo posso andare in banca e dare le chiavi di casa, almeno siamo pari: Falso. Ad oggi le banche sono piene di immobili, di case all’asta, di case invendute. Non le vogliono nemmeno se regalate e ben impacchettate. Non ci si può presentare in banca dal direttore con le chiavi di casa per chiudere il mutuo e togliersi il fardello del debito che ci stava soffocando. Non che la banca non sia disposta a trattare, solo che la strategia di rendere la casa alla banca portandogli le chiavi non è una possibilità reale.
  6. Mi hanno revocato il mutuo, posso comunque rientrare delle rate scadute, giusto? Falso. La revoca del mutuo comporta la decadenza del beneficio del termine, cioè, non esiste più un contratto tra debitore e banca. Di conseguenza non si può più fare un piano di rientro delle rate scadute e ricominciare a pagare perché non esiste più il mutuo. Anche se si sono trovati i soldi, o un nuovo lavoro, non si può più ricominciare a pagare le rate passate. Ormai il debito non è più delle sole rate scadute ma è totale: rate scadute + residuo mutuo. Inclusi interessi.
  7. L’avvocato ha raggiunto l’accordo di saldo a stralcio con la banca, ora posso stare tranquillo? Falso. Pagare un legale per mandare una proposta di saldo a stralcio con un creditore è sì cosa buona se si ha in mano l’unico motivo di accettazione della proposta: i soldi. In questo caso, ci si può far affiancare da un professionista che sappia negoziare per strappare un’ottima percentuale di sconto sul debito totale. Ma se mancano i soldi, non se ne fa nulla della proposta di saldo a stralcio. Attenzione a non cadere nelle mani di legali che chiedono soldi anticipati per negoziare una cifra che sanno già che non può essere rispettata.
  8. Vado a chiedere aiuto ad associazioni, sindaco, assessore che mi aiuteranno: Falso. Il rapporto è fra debitore e creditore. Un assessore o un sindaco non possono intromettersi e decidere di non dover rimborsare chi deve prendere dei soldi. Cercheranno di tranquillizzare l’esecutato senza mai dare una risposta secca. Devono rispettare la loro posizione politica e dare risposte neutrali. Non potranno comunque farsi carico del tuo debito.
  9. So che esistono scappatoie e trucchi per evitare il pignoramento (donazione, fondo patrimoniale, opposizione al pignoramento, ecc): Falso. Con le nuove leggi diventa difficile “far sparire” un bene per evitare di pagare un creditore. Possiamo elencare le donazioni, le vendite fittizie, gratuite senza soldi (vendere un bene in cambio di un vitalizio), fondo patrimoniale ecc. Quando esiste già la presenza del debito, e soprattutto esistono le difficoltà nel pagarlo, passare la proprietà non fa altro che confermare la mala fede del gesto. Queste azioni, architettate per cercare di salvare la casa dai debiti, sono già sfruttate da molti anni e le banche hanno iniziato a proteggere il loro credito.
  10. Posso fare opposizione al pignoramento della casa: Falso (quasi sempre). Fare opposizione al pignoramento è totalmente inutile a meno che non sussistano condizioni tali da opporsi. Di solito un avvocato consiglia l’opposizione solamente per prendere tempo basandosi su deboli motivazioni che nella grande maggioranza dei casi risultano inefficaci. Da notare che fare opposizione infondata porta a dover pagare le spese legali anche della controparte più le spese di tribunale per lite temeraria.

LOCAZIONI BREVI il nuovo regime fiscale

 IL NUOVO REGIME FISCALE DELLE LOCAZIONI BREVI 
 
Le “locazioni brevi” con i conseguenti adempimenti sono state introdotte dall’art. 4 del decreto legge 24.4.2017 n. 50. La sua conversione nella legge n. 96 del 21.6.2017 ha apportato significative variazioni al testo originario. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n.132395/2017 del 12.7.2017 ha stabilito le regole attuative.
Il provvedimento individua le modalità con le quali i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, devono adempiere agli obblighi di comunicazione e conservazione dei dati, nonché di versamento della ritenuta, come previsto dai commi 4, 5, 5-bis e 6 dell’articolo 4 del DL 50/2017.
I contratti di locazione breve assoggettati alla nuova normativa sono quelli stipulati a decorrere dal 1° giugno 2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, di durata non superiore a 30 giorni.

Vediamo di seguito come adempiere agli obblighi di legge:
A. Soggetti obbligati e dati da trasmettere
Gli intermediari immobiliari che intervengono nella conclusione dei contratti di locazione breve comunicano all’Agenzia delle Entrate:
– Nome, cognome, codice fiscale del locatore;
– l’indirizzo dell’immobile
– la durata del contratto;
– l’importo del corrispettivo lordo;
– Per i contratti relativi al medesimo immobile e stipulati dal medesimo

B. Modalità di trasmissione

I dati devono essere predisposti e trasmessi attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate, in conformità alle specifiche tecniche che saranno pubblicate sul sito internet della stessa Agenzia.

C. Soggetti non residenti

I soggetti non residenti, se in possesso di una stabile organizzazione in Italia ai sensi dell’articolo 162 del TUIR, trasmettono i dati per il tramite della stabile organizzazione.
I soggetti non residenti nel territorio dello Stato che risultino privi di stabile organizzazione in Italia, per trasmettere i dati si avvalgono di un rappresentante fiscale.

D. Termini di trasmissione

La comunicazione dei dati è effettuata entro termine il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del contratto.

E. Ritenuta

Gli intermediari residenti e non residenti operano la ritenuta del 21 per cento sull’ammontare dei corrispettivi lordi, dovuti per i contratti di locazione breve, qualora intervengano nel pagamento o incassino i corrispettivi, all’atto del
pagamento al beneficiario. Nel caso in cui il locatore non eserciti in sede di dichiarazione dei redditi l’opzione per l’applicazione del regime della cedolare secca, la ritenuta si considera operata a titolo di acconto.

F. Obblighi di versamento, certificazione e dichiarazione della ritenuta

La ritenuta deve essere versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata, tramite delega di pagamento F24 con codice tributo 1919.
Gli intermediari dovranno inviare ai proprietari dell’immobile locato la certificazione unica annuale con gli importi pagati.
Per i Soggetti non residenti valgono le regole stabilite ai punti E ed F sopra riportati.

G. Conserv
azione di dati
Gli intermediari immobiliari sono tenuti alla conservazione dei dati relativi alle comunicazioni inviate ed ai pagamenti effettuati per un periodo di cinque e comunque entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui e’ stata presentata la dichiarazione (ex art. 43 DPR 600/73).
 

USUFRUTTO E NUDA PROPRIETA’

Che cos’è l’usufrutto di un’abitazione

“L’usufrutto  è un diritto reale e parziario. Reale perché riguarda un bene, in questo caso un bene immobile, parziario perché coesiste con un altro diritto che è quello di nuda proprietà”.

Diritto di usufrutto e piena proprietà

L’usufruttuario ha diritto di usare il bene e di ricavarne qualsiasi profitto, come ad esempio, affittarlo per riscuoterne un canone o anche decidere di concederlo in comodato. Dal canto suo, il nudo proprietario è titolare di un’intestazione, “priva di significato nel momento in cui l’atto viene costituito, ma che diventerà una piena proprietà nel momento in cui l’usufrutto cesserà”.

Tutte le imposte che riguardano il possesso del bene competono all’usufruttuario, come ad esempio l’Irpef, l’Imu, la tassa sui rifiuti, così come la manutenzione ordinaria dell’immobile. Diverso il discorso della manutenzione straordinaria che spetta al nudo proprietario.

Quanto dura l’usufrutto di una casa

Ma quanto può durare l’usufrutto? “Se è costituito a favore di una persona fisica può durare al massimo per la durata della vita di questa persona, se è a favore di un ente, ovvero una persona giuridica, non può durare più di trent’anni”. Il diritto di usufrutto può essere ceduto. “Se io sono titolare di un diritto di usufrutto che dura trent’anni e ne ho goduto per cinque anni posso usufruire il mio diritto di usufrutto a titolo oneroso o gratuito”.  Ma la durata sarà sempre uguale a quella stabilita originariamente.

Valore usufrutto e proprietà

Il valore della nuda proprietà dipenderà dall’incidenza del diritto di usufrutto. Il caso più comune è che l’usufrutto duri l’intera vita dell’usufruttuario. In questo caso esiste una tabella che attribuisce in proporzione rispetto al valore della piena proprietà, una parte all’usufrutto e una parte alla nuda proprietà”.

L’usufrutto è pignorabile?

L’usufrutto è pignorabile, ma non la nuda proprietà. Questo vuol dire che un creditore potrà sottoporre a pignoramento e successiva vendita all’asta il diritto di usufrutto. L’eventuale acquirente potrà godere del bene solo per la durata originaria dell’usufrutto. 

OMI ( Osservatorio Mercato Immobiliare )

 

L’Osservatorio del Mercato Immobiliare cura la rilevazione e l’elaborazione delle informazioni di carattere tecnico-economico relative ai valori immobiliari, al mercato degli affitti e ai tassi di rendita e la pubblicazione di studi ed elaborazioni e la valorizzazione statistica degli archivi dell’Agenzia.

Tra le sue attività ci sono anche l’analisi, la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di profili teorici, applicativi e di innovazione nelle materie istituzionali, con specifico riferimento alla definizione dei valori immobiliari.

La banca dati dell’Osservatorio costituisce una rilevante fonte d’informazioni relative al mercato immobiliare nazionale, proponendosi come un utile strumento per tutti gli operatori del mercato, per i ricercatori e gli studiosi del settore immobiliare, per istituti di ricerca pubblici e privati, per la pubblica amministrazione e, più in generale, per il singolo cittadino.

L’Osservatorio del Mercato Immobiliare realizza ogni anno rapporti, studi di settore, prodotti editoriali e banche dati. Nel calendario delle pubblicazioni sono riportate in dettaglio, per ogni mese, le date delle presentazioni dei nuovi prodotti, delle conferenze stampa e delle pubblicazioni sul sito internet dell’Agenzia.

L’Osservatorio del Mercato Immobiliare cura la gestione e la pubblicazione

  • della banca dati delle quotazioni immobiliari che fornisce sull’intero territorio nazionale, con cadenza semestrale, le quotazioni dei valori degli immobili e delle locazioni;
  • dei volumi di compravendita immobiliare che riportano dati sulle compravendite di immobili del settore residenziale e non residenziale, forniti a livello nazionale con dettaglio provinciale e comunale.

Inoltre, l’Osservatorio pubblica i Valori Agricoli Medi acquisiti dalle delibere delle Commissioni provinciali espropri.

TERRENO EDIFICABILE PER ALBERGO ( destinazione RTA)

VERONA CITTA’, terreno di 38.000 mq, con destinazione d’uso RTA  (alberghiero), con edificabilità di MQ 4500 con masssimo due piani fuori terra. Oneri pagati, convenzione notarile con il Comune di Verona. Ottima opportunità per edificare un albergo alle porte della città, comprendente la zona del Lago di Garda. Info riservate in ufficio, previo appuntamento.

VENDERE CON DEBITI FISCALI

        I rischi per acquirente e venditore di un immobile in caso di debiti fiscali

Gtres

Attenzione a cedere casa in presenza di cartelle esattoriali non pagate. A rischiare, in questo caso, sono sia acquirente che venditore. Vediamo perché.

L’acquirente rischia di perdere il bene acquistato, il venditore potrebbe subire un’incriminazione penale. Con la sentenza n. 29636/2018 del 2 luglio 2018, la Cassazione ha spiegato quali sono i rischi per venditore e acquirente in caso di vendita immobiliare e debiti fiscali.

In particolare, la Corte ha dovuto ridefinire i confini del reato di cosiddetta sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Quest’ultimo è un illecito penale che scatta nei confronti di chi, per sottrarre i propri beni a un probabile pignoramento dell’agente della riscossione, li vende ad altri.

Come prima cosa, è bene ricordare che l’agente della riscossione può procedere al pignoramento immobiliare solo a condizione che il contribuente: possegga più di un immobile; oppure, anche possedendone uno solo, questo sia di lusso (A/8 e A/9) o non adibito a civile abitazione o non vi sia la sua residenza; il debito per cartelle non pagate superi 120.000 euro; la somma del valore di tutti gli immobili di proprietà del contribuente sia almeno pari a 120.000 euro; sia stata prima iscritta ipoteca e, da tale momento, siano decorsi 6 mesi.

Questo vuol dire, di conseguenza, che il pignoramento è impossibile per debiti inferiori a 120.000 euro; o se la somma del valore degli immobili del contribuente è inferiore a 120.000 euro; o se il contribuente ha un solo immobile adibito a civile abitazione, non di lusso e ove vi ha fissato la propria residenza.

Ma quali sono i rischi per chi acquista casa se il venditore ha debiti fiscali? A tal proposito, qualora un contribuente venda la casa o un terreno per evitare il pignoramento, il fisco può recuperare l’immobile tramite l’azione di simulazione o l’azione revocatoria.

Con l’azione di simulazione il fisco deve dimostrare che le parti, pur avendo firmato una vendita, in realtà non l’hanno voluta. Questo si può evincere da una serie di circostanze come il mancato pagamento del prezzo di vendita; il fatto che il possesso dell’immobile non sia mutato; l’intestazione delle bollette e di tutte le utenze collegate all’immobile. Se l’agente della riscossione dovesse dimostrare che la vendita è simulata, la stessa non avrebbe alcun valore e il fisco potrebbe sottoporre a pignoramento l’immobile. L’aspetto più rischioso di questa azione è che non ha termini.

Con l’azione revocatoria il fisco deve dimostrare che il venditore, a seguito della cessione del bene, ha un patrimonio insufficiente a soddisfare le pretese del creditore in caso di pignoramento (se invece questi dovesse risultare ancora intestatario di beni facilmente aggredibili, la revocatoria sarebbe impossibile); che l’acquirente fosse consapevole delle condizioni economiche del debitore, ossia sapesse dei suoi debiti. Il fisco può agire con l’azione revocatoria nei cinque anni successivi dal rogito.

Ma a rischiare, se ci sono debiti fiscali, è anche il venditore. In primo luogo, dovrà risarcire l’acquirente qualora questi abbia subito l’esecuzione forzata perdendo il bene che aveva pagato. In secondo luogo, può rischiare una incriminazione per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Tale reato, però, scatta solo se il debito è superiore a 50.000 euro, se si riferisce al mancato pagamento di imposte sui redditi (Irpef, Irap, Ires, ecc.) o Iva e se la vendita è artificiosa, ossia fittizia.

VACANZE CON IL VOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE

Vacanze con il cane: scopri dove andare in spiaggia

Vacanze con il cane: scopri dove andare in spiaggia
Al mare con il tuo amico a 4 zampe

È ora di andare in vacanza e anche i nostri amici a quattro zampe non vedono l’ora di saltare tra le onde del mare e giocare sulla sabbia.

Da Nord a Sud sono sempre più numerose le spiagge e gli stabilimenti balneari che ammettono cani e che – in alcuni casi – offrono anche servizi su misura per loro. Dai corsi di agility a quelli d’addestramento, dal veterinario al pet shop, dalle docce al “bau gelato”, tutto è pensato per far vivere ai nostri amici a quattro zampe una vacanza all’insegna delle coccole e del divertimento.

Per organizzare la vacanza perfetta per il tuo cane, non perderti la nostra selezione delle migliori spiagge per cani d’Italia e delle nostre case pet friendly.

1. Savona: la prima spiaggia dog friendly d’Italia

La Liguria, oltre a essere la regione con più bandiere azzurre d’Italia è anche quella in cui aprì il primo stabilimento balneare per cani, nel 1997. Il Bau Bau Village (corso Bigliati 11, Albissola Marina, Saona) fu il primo a permettere ai nostri amici a quattro zampe di godersi la spiaggia e, nel corso degli anni, ha ampliato il numero di attività pensate per intrattenere i cani e per prendersene cura. Tra i servizi offerti ci sono docce calde e fredde e un campo agility dove i cani possono giocare liberamente. Vengono inoltre organizzati corsi di comportamento con educatori e c’è la possibilità di far seguire al proprio cane corsi di addestramento per il salvataggio in mare. Come in tutte le altre spiagge che permettono l’accesso ai cani, all’ingresso viene richiesto il libretto sanitario aggiornato.

Altre delle spiagge in provincia di Savona che permettono l’accesso ai cani sono:

Baba Beach (via Giancardi 44, Alassio). Qui i cani hanno addirittura una parte interamente dedicata a loro e all’arrivo ti consegnano un pacchetto di benvenuto con crocchette e shampoo per cani.

Bagni Antille (lungomare Colombo 28, Laigueglia). L’arenile è sabbioso e possono entrare gratis i cani di tutte le taglie.

Spiaggia comunale (vicino alla Caserma della Finanza, Finale Ligure). Vi possono accedere gratis i cani con libretto sanitario in regola e certificato di buona salute recente.

Spiaggia libera attrezzata comunale ex Soggiorno Leonessa (corso Italia, arenile di Levante, Pietra Ligure). L’Ingresso con il tuo animale domestico costa 3 €. 

Spiaggia Libera Attrezzata ex Colonia (corso Italia, Pietra Ligure). I cani possono effettuare il bagno in determinati orari è il prezzo dell’ingresso è 3 €.

Rin Tin Beach (viale 25 Aprile, Pietra Ligure). La spiaggia è dotata di 30 postazioni con ombrellone e lettini, ciotola per il cane, stuoia e vari giochi, salvagenti e un kit per la pulizia. Puoi andare al bar con il tuo cane, a cui è permesso fare il bagno in qualsiasi fascia oraria.

2. Rimini: via libera ai cani in spiaggia

Rimini: via libera ai cani in spiaggiaRimini come meta delle sue vacanze: nei giorni scorsi infatti è stata firmata l’ordinanza sperimentale che permette ai cani oltre all’accesso in spiaggia, anche il diritto a un tuffo (in determinate zone e fasce orarie prestabilite).

A Rimini, sempre all’avanguardia in materia di turismo e di accoglienza, non mancano stabilimenti balneari in cui i nostri amici a quattro zampe sono i benvenuti. Uno dei più rinomati è il Rimini Dog no problem (Bagno 81), che è anche la dog beach più grande e attrezzata di tutta la Romagna. Lo stabilimento accetta cani di ogni taglia e al suo interno ci si può muovere liberamente con il proprio cane. I nostri amici a quattro zampe hanno a disposizione due aree gioco e agility, zone doccia, stuoie, ciotole, nebulizzatore, asciugatore e lettino. Si organizzano anche corsi gratuiti di educazione cinofila per i proprietari degli animali con la guida d’istruttori qualificati. Per non farsi mancare proprio nulla, c’è anche il “bau gelato” (un gelato fatto apposta per i cani).

Un’altra spiaggia in cui i cani sono i benvenuti è la Spiaggia Bagno Riviera n°1 (via Paolo Toscanelli 5/A loc. Rivabella, 47921, Rimini), in cui c’è una zona attrezzata per i cani, servizio di pet sitter e veterinario. Lo stabilimento mette inoltre a disposizione dei clienti gratuitamente una fontanella per riempire le ciotole d’acqua, stuoie e sacchetti per mantenere la spiaggia pulita.

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Buone notizie per chi sceglie Rimini come meta delle sue vacanze: nei giorni scorsi infatti è stata firmata l’ordinanza sperimentale che permette ai cani oltre all’accesso in spiaggia, anche il diritto a un tuffo (in determinate zone e fasce orarie prestabilite).

A Rimini, sempre all’avanguardia in materia di turismo e di accoglienza, non mancano stabilimenti balneari in cui i nostri amici a quattro zampe sono i benvenuti. Uno dei più rinomati è il Rimini Dog no problem (Bagno 81), che è anche la dog beach più grande e attrezzata di tutta la Romagna. Lo stabilimento accetta cani di ogni taglia e al suo interno ci si può muovere liberamente con il proprio cane. I nostri amici a quattro zampe hanno a disposizione due aree gioco e agility, zone doccia, stuoie, ciotole, nebulizzatore, asciugatore e lettino. Si organizzano anche corsi gratuiti di educazione cinofila per i proprietari degli animali con la guida d’istruttori qualificati. Per non farsi mancare proprio nulla, c’è anche il “bau gelato” (un gelato fatto apposta per i cani).

Un’altra spiaggia in cui i cani sono i benvenuti è la Spiaggia Bagno Riviera n°1 (via Paolo Toscanelli 5/A loc. Rivabella, 47921, Rimini), in cui c’è una zona attrezzata per i cani, servizio di pet sitter e veterinario. Lo stabilimento mette inoltre a disposizione dei clienti gratuitamente una fontanella per riempire le ciotole d’acqua, stuoie e sacchetti per mantenere la spiaggia pulita.

3. Livorno: la destinazione per cani esigenti

Livorno: la destinazione per cani esigentiCosta degli Etruschi lo renderà felice.

Sul Mar Tirreno, a San Vincenzo in provincia di Livorno c’è una spiaggia che al tuo cane piacerà moltissimo: è la Dog Beach (Via della Principessa s.n.c., San Vincenzo, Livorno). Si tratta di una spiaggia ombreggiata dalla pineta, dove sono ammessi cani di tutte le taglie. È una delle poche che consente l’accesso senza guinzaglio, bagno in acqua liberi, senza limitazioni di orario, area di passeggio nella pineta vicino alla spiaggia con cane al guinzaglio, zona agility durante i weekend e nel mese di agosto, pet shop.

Sempre in provincia di Livorno, a Piombino (Località Perelli 1 snc, Piombino, Livorno), si trova un’altra spiaggia immersa in un panorama spettacolare. Il Pasciá Glam Beach, sorge infatti nel Parco della Sterapia (oasi WWF), nel bellissimo Golfo di Follonica. Qui il vostro cane potrà fare lunghe passeggiate sull’arenile, riposarsi all’ombra della pineta e fare una nuotata in un mare limpido e cristallino.

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Un momento di relax in spaiggia
Se il vostro amico a quattro zampe è un tipo pretenzioso, una bella vacanza sull’incantevole Costa degli Etruschi lo renderà felice.

Sul Mar Tirreno, a San Vincenzo in provincia di Livorno c’è una spiaggia che al tuo cane piacerà moltissimo: è la Dog Beach (Via della Principessa s.n.c., San Vincenzo, Livorno). Si tratta di una spiaggia ombreggiata dalla pineta, dove sono ammessi cani di tutte le taglie. È una delle poche che consente l’accesso senza guinzaglio, bagno in acqua liberi, senza limitazioni di orario, area di passeggio nella pineta vicino alla spiaggia con cane al guinzaglio, zona agility durante i weekend e nel mese di agosto, pet shop.

Sempre in provincia di Livorno, a Piombino (Località Perelli 1 snc, Piombino, Livorno), si trova un’altra spiaggia immersa in un panorama spettacolare. Il Pasciá Glam Beach, sorge infatti nel Parco della Sterapia (oasi WWF), nel bellissimo Golfo di Follonica. Qui il vostro cane potrà fare lunghe passeggiate sull’arenile, riposarsi all’ombra della pineta e fare una nuotata in un mare limpido e cristallino.

4. Lecce: anche i cani si divertono in Salento

Lecce: anche i cani si divertono in SalentoSalento è una delle mete più gettonate dove trascorrere le vacanze estive. I motivi sono molti: spiagge da sogno, mare cristallino, divertimento, prodotti enogastronomici eccellenti e ottima accoglienza. Grazie agli stabilimenti pet friendly, anche i nostri amici a quattro zampe possono godersi questo paradiso naturale e accompagnarci durante le nostre vacanze.

A San Cataldo (Lungomare Marinai D´Italia loc. San Cataldo, 73100, Lecce) si trova il Soleluna Lido Bau Beach, aperto a cani di tutte le taglie e specializzato in offrire vari tipi di servizi, dal veterinario ai trattamenti estetici. I cani hanno a disposizione una zona riservata e attrezzata e l’accesso in mare è possibile ad ogni ora.

Sempre nel leccese, a Marina di Pescoluse, frazione di Salve, si trova l’Eden Salento, il primo agri beach (un orto in riva al mare) d’Italia e l’unico stabilimento balneare presente sulla costa Ionica che accetta i nostri amici a quattro zampe. Qui i cani hanno a disposizione la doccia, la ciotola per l’acqua, croccantini, area gioco, una zona limitata per fare il bagno e un educatore cinofilo.

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Cane che si gode l’estate
Il Salento è una delle mete più gettonate dove trascorrere le vacanze estive. I motivi sono molti: spiagge da sogno, mare cristallino, divertimento, prodotti enogastronomici eccellenti e ottima accoglienza. Grazie agli stabilimenti pet friendly, anche i nostri amici a quattro zampe possono godersi questo paradiso naturale e accompagnarci durante le nostre vacanze.

A San Cataldo (Lungomare Marinai D´Italia loc. San Cataldo, 73100, Lecce) si trova il Soleluna Lido Bau Beach, aperto a cani di tutte le taglie e specializzato in offrire vari tipi di servizi, dal veterinario ai trattamenti estetici. I cani hanno a disposizione una zona riservata e attrezzata e l’accesso in mare è possibile ad ogni ora.

Sempre nel leccese, a Marina di Pescoluse, frazione di Salve, si trova l’Eden Salento, il primo agri beach (un orto in riva al mare) d’Italia e l’unico stabilimento balneare presente sulla costa Ionica che accetta i nostri amici a quattro zampe. Qui i cani hanno a disposizione la doccia, la ciotola per l’acqua, croccantini, area gioco, una zona limitata per fare il bagno e un educatore cinofilo.da 40 €/notte

DECRETO DIGNITA’

       Decreto dignità, l’entrata in vigore e le misure fiscali

Gtres

 

Il decreto dignità ha ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri. Il decreto entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Tra gli interventi previsti, oltre il limite di utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, ci sono misure in materia di semplificazione fiscale: dalla modifica al redditometro all’abolizione dello split payment per i professionisti.

Redditometro

Il decreto dignità prevede la modifica del “redditometro” mediante l’introduzione di una disposizione secondo cui il decreto ministeriale attualmente vigente, che elenca gli elementi indicativi di capacità contributiva, non ha più effetto per i controlli ancora da eseguire relativi al 2016 e agli anni successivi. Il decreto stabilisce poi l’adozione da parte del Mef di un nuovo decreto in materia, dopo aver sentito l’Istat e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori.

Spesometro

Il decreto prevede il rinvio della prossima scadenza per la trasmissione della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, il cosiddetto spesometro. Viene stabilito che i dati relativi al terzo trimestre 2018 possono essere inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio 2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre (cioè il 30 novembre 2018).

Split payment

Il decreto prevede l’abolizione del meccanismo della scissione dei pagamenti, il cosiddetto split payment, per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o di acconto.

 

CONDIZIONATORI

  Come usare correttamente il condizionatore:     alcuni consigli utili

Il futuro climatico del pianeta dipende anche da come utilizziamo i condizionatori. A ribadirlo è l’Aicarr, l’associazione italiana condizionamento dell’aria riscaldamento e refrigerazione, che nel suo Global Opportunity Report 2018 ha fornito anche utili consigli per un corretto utilizzo degli impianti di raffrescamento dell’aria.

I dati contenuti nel rapporto, che fornisce anche un decalogo di buone pratiche per il corretto uso dei condizionatori in estate, suggeriscono che con una corretta gestione degli impianti di condizionamento si possono risparmiare circa 90 (più precisamente 89,7) giga-tonnellate di CO2, determinando il contenimento dell’aumento di 1 grado del riscaldamento globale entro il 2100.

I consigli contenuti nel report sono divisi per ambienti residenziali, per gli edifici delle Pubbliche Amministrazioni e del terziario, per le attività commerciali, per le strutture ricettive siano esse alberghi, B&B, o case vacanze. Ma ci sono molti punti in comune, primo tra tutti “provvedere sistematicamente alla manutenzione dell’impianto per individuare e eliminare eventuali malfunzionamenti poco evidenti e sostituire i filtri; affidare gli interventi di manutenzione a personale qualificato e certificato, secondo quanto previsto dalla legge”.

Ma per essere efficiente, un impianto non deve essere obsoleto e quindi quando si sceglie un condizionatore bisogna fare attenzione a caratteristiche tecniche e classi energetiche senza farsi attrarre da prezzi bassi, magari affidandosi a un consulente tecnico. Entrando più nel dettagio, è sempre preferibile  un sistema fisso tipo split o multi split rispetto a un sistema portatile o fisso senza unità esterna.

E il risparmio energetico coincide anche con quello in bolletta, quindi bisogna “ scegliere la potenza corretta rispetto alle esigenze, ricordando che mediamente sono necessari 35 W per ogni metro quadrato di volume netto dell’ambiente; scegliere tra gli optional disponibili, qualora li si voglia, quelli che comportano un aumento dell’efficienza energetica; scegliere un installatore qualificato e certificato, per non incorrere in sanzioni amministrative”.

BORGO VENEZIA porzione di Villa Liberty

 

BORGO VENEZIA. porzione di villa liberty in affitto, con ampio parco e ingresso indipendente. Destinazione commerciale (ufficio), con sottonegozio al seminterrato di altri 135 mq. In tempi passati ha ospitato una gioielleria di prestigio.

Borgo Venezia/ San Michele

Piano rialzato

Riscaldamento : Autonomo

Spese condominiali : Zero

Superficie commerciale mq. 250+ 134 sottonegozio

Posti auto scoperti

A.P.E. in fase di elaborazione

Richiesta Euro 2000,00 mese ( esente IVA )

 

 

ALBARE’ di Costermano

Porzione di immobile: Piano terra commerciale con enormi spazi scoperti, adatti a parcheggio e/o esposizione. piano Primo con due appartamenti tricamere ed enormi terrazzi. Totale terreno di pertinenza circa mq 6000. LOCATION ADATTA A QUALSIASI TIPO DI ATTIVITA COMMERCIALE, DATA L’ALTA VISIBILITA’.

Ape in fase di elaborazione.

Via Adolfo Consolini

Piano scantinato+terra+1

Riscaldamento : Autonomo

Spese condominiali : Zero

Superficie commerciale mq. 424 coperti+ 6000 terreno

Cortile

A.P.E. G

Richiesta Euro 370000.00.