IMU 2018

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Esonero Imu 2018, non conta la residenza “di fatto”

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Quando spetta l’esonero Imu? Quando invece si paga? La sentenza 76/2/2018 della Ctp di Sondrio ha fatto chiarezza affermando che paga l’Imu l’immobile di proprietà in cui il contribuente, pur avendo stabilito la propria dimora abituale, non vi risiede anagraficamente assieme al proprio nucleo familiare.

Secondo la normativa Imu, infatti, solo se il contribuente congiuntamente dimora abitualmente e risiede anagraficamente con i propri familiari nell’immobile che dichiara di utilizzare come abitazione principale, può ritenersi esonerato dal pagamento dell’imposta.

I giudici di primo grado hanno ritenuto errata la tesi del contribuente secondo cui l’esenzione Imu spetta dato che ciò che occorre per qualificare l’immobile come abitazione principale è la residenza “di fatto” e non quella anagrafica.

L’esenzione Imu scatta nell’ipotesi in cui è titolare di diritto reale sul bene; vi dimora abitualmente; vi risiede anagraficamente unitamente con il proprio nucleo familiare.

Il collegio, dunque, ha riconosciuto fondata la pretesa dato che per gli anni oggetto di contestazione il coniuge risulta essere stato residente nel paese in cui ha vissuto da celibe e la ricorrente risulta avere la residenza anagrafica, insieme ai propri figli, nell’immobile dei genitori.

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La residenza di “fatto” non esonera dall’Imu (Il sole 24 ore)